Alcuni progetti pilota esplorano l'uso di token non fungibili per certificare in modo univoco l'inventario digitale di un trasloco.
L'idea è associare a ogni collo o bene di valore trasportato un token digitale univoco, che ne certifica la presenza, lo stato e la provenienza al momento del trasloco, creando una sorta di passaporto digitale del bene consultabile in ogni fase del trasporto.
Restano numerosi interrogativi pratici sulla reale utilità di questo approccio rispetto a soluzioni più semplici come la fotografia con timestamp, motivo per cui l'adozione è per ora limitata a pochi progetti dimostrativi nel settore dei traslochi di beni di alto valore.
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